Che cosa significa essere un nomade “contemporaneo”.

«Siamo pellegrini, andiamo sempre un poco più in là: oltre questa montagna blu sbarrata dalla neve, attraverso questo mare tempestoso o scintillante» scrive James Elroy Flecker che racconta alla perfezione le sensazioni di un nomade di oggi.

modern nomad desktop

In genere, viene definito nomade “contemporaneo,” chi decide di cambiare continuamente Paese, passando da un luogo all’altro, senza un indirizzo fisso e senza proprietà. Un nomade viaggia per il mondo guidato dall’istinto, sapendo cogliere gli indizi che lo portano alla scoperta di cose impreviste, non cercate.

E’ difficile però essere “davvero” nomade: vivere senza una casa in senso tradizionale, lasciare un lavoro sicuro per occupazioni temporanee…

Ma si può essere nomadi anche imparando a viaggiare in “stile nomade”, viaggiando leggeri, meglio con un biglietto di sola andata, senza pregiudizi, con la voglia di conoscere altri luoghi, altre culture, altra gente. O vivendo per un po’ di tempo in un paese straniero come una persona del posto, sperimentando davvero il Paese e la sua cultura: lo stile di vita nomade è una sfida che apre la mente e l’anima.

Perché essere un nomade di oggi è soprattutto uno “stato mentale”. Significa indipendenza e libertà. Nuove esperienze, contatti, opportunità, esperimenti.

Bisogna, prima di tutto, rifiutarsi di adagiarsi negli automatismi di sensazioni, pensieri, luoghi comuni .

E provare il desiderio e la curiosità di affrontare i problemi e le situazioni con apertura, disponibilità a discutere in maniera critica: per cercare di capire il mondo e l’”altro”, il diverso da noi.

Essere un nomade di oggi, significa anche credere nel dialogo tra civiltà, culture, fedi religiose. Solo così saremo in grado di conoscere la grande varietà delle credenze e dei “credo”, quelle di usi e costumi. Solo così si acquista l’attitudine per le lingue straniere, la voglia di assaporare cibo diverso dal nostro e d’ imparare dagli altri chi sono e che cosa pensano veramente. Si può cogliere il meglio degli altri, al fine di costruire noi stessi. E incontrando un sacco di gente, svilupperemo le nostre relazioni sociali nel mondo.

Quindi, «viaggiamo e viviamo non per sfuggire la vita, ma perché la vita non ci sfugga » ( cit) e saremo veri e propri nomadi contemporanei.

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